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Perché Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia vita eterna. Giovanni 3:16 |

mercoledì 29 novembre 2017

DONNA CRISTIANA. Ornamento interiore ed esteriore

Dio guarda il cuore

Difatti è Sua volontà che le donne abbiano un ornamento interiore, uno spirito dolce e pacifico restando sottomesse ai loro mariti. Non invece un ornamento esteriore che ne è contrapposto, fatto di gioielli belle vesti ecc, ma decoroso con pudore e modestia.

Per quanto riguarda l'ornamento interiore e non quello esteriore ciò è vero anche per l'uomo.

Di seguito una parte tratta da un sermone Valdese medievale

E ancora disse l'apostolo: 《è così voglio che facciano le donne nell'abito e nella veste ornata, adornandosi non d'oro né d'argento né di perle né di capelli posticci, ma di pudore e di misura secondo ciò che conviene alle donne che promettono fedeltà e buone opere a Dio》.

La donna non ha ornamento più bello che il pudore e la misura. E colei che perde e getta via questi ornamenti fa pensare che essa sia una cavalla del diavolo.

E San Pietro dice: 《Le donne siano sottomesse ai loro uomini con umiltà affinché, se alcuni non crederanno alla Parola di Dio, che si si convertano a vivere cristianamente grazie alla loro [delle donne] buona condotta e buone opere, vedendo la loro casta e onesta condotta nel timore di Dio. Nelle quali donne non vi sia abbondanza di capelli posticci ne ornamenti di vesti》.

Così si devono ornare le donne che sperano in Dio, poiché Cipriano disse: 《Le donne vestite di seta e di tessuti delicati e gentili non si possono vestire di Cristo. Coloro che sono vestite d'oro e d'argento e di pietre [preziose] hanno perduto l'ornamento dell'anima, cioè fede, speranza e carità. E nessuno dica: 《È così l'usanza》, poiché sant'Agostino dice: 《Dopo che la verità è manifestata e conosciuta, l'usanza si deve rimuovere e levare. Cristo non disse: "Io sono usanza", ma disse: "Io sono verità", poiché la verità e la ragione rimuove e getta via ogni usanza》.

Cipriano dice: 《Si può perdonare a coloro che peccano e sbagliano semplicemente per ignoranza, secondo ciò che san Paolo dice a proposito di sé stesso quando dice: "Io fui inizialmente blasfemo e persecutore e ingiurioso verso Dio, ma ho ricevuto perdono e misericordia, poiché lo feci per ignoranza".

Ma colui che persevera nel peccato che ha commesso, dopo che ha conosciuto il peccato tramite ispirazione o tramite voce umana o tramite qualsivoglia modo, egli non pecca per ignoranza》 e non merita perdono né misericordia, ma è in dannazione di volontaria diabolica malvagità eccetera.

Fonte: evangelodelregno

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